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Visualizzazione dei post da novembre, 2024

sociologia

  l’istituzionalizzazione e i suoi effetti: 1. Manifestazione delle istituzioni:      Le istituzioni, anche se astratte, diventano "visibili" attraverso i comportamenti delle persone che ricoprono determinati ruoli (es. il vigile che applica il codice della strada). Questi ruoli sono definiti da norme sociali che creano modelli di comportamento obbligatori. 2. Ruolo e posizione sociale:       - Le istituzioni creano posizioni sociali (es. insegnante, vigile) che implicano specifiche aspettative e compiti.        - Il ruolo sociale è l'insieme delle azioni e dei comportamenti associati a una posizione, indipendentemente dalla persona che lo occupa. 3. Aspettative e modelli di comportamento :      - Ogni ruolo è associato a certe aspettative da parte degli altri. Ad esempio, ci si aspetta che un vigile faccia rispettare le regole.        - I comportamenti non sono mai totalmente sponta...

psicologia

  Nel campo dello sviluppo infantile, ritardi mentali e disturbi della comunicazione rappresentano due aree di attenzione prioritaria. Questi disturbi possono avere cause complesse, legate sia a fattori biologici sia ambientali, e un intervento precoce può migliorare notevolmente la qualità della vita dei bambini colpiti. Di seguito, si riassumono i principali aspetti riguardanti ritardo mentale e disturbi della comunicazione. 1. Cause del ritardo mentale : Possono essere biologiche (come anomalie genetiche e traumi) o ambientali (ambienti privi di stimoli o affetto). 2. Sintomi e influenze ambientali : I sintomi biologici sono spesso visibili nei primi mesi, mentre quelli ambientali emergono nel tempo. Un ambiente negativo può ostacolare lo sviluppo armonioso. 3. Prevenzione e adattamento : Interventi educativi e di miglioramento delle condizioni di vita possono aiutare a ridurre gli effetti del ritardo mentale, con buoni risultati se attuati in tempo. Disturbi della comunicazione...

la città dei matti

  “C'era una volta la città dei matti…", una miniserie TV italiana in due puntate diretta da Marco Turco, racconta la storia del rivoluzionario psichiatra Franco Basaglia e della sua lotta per trasformare il sistema psichiatrico italiano negli anni ‘60 e ‘70. Basato su fatti reali, il film esplora la chiusura dei manicomi, ponendo al centro la battaglia per restituire dignità ai pazienti psichiatrici, trattati per anni in modo disumano.   La prima puntata introduce Franco Basaglia, interpretato da Fabrizio Gifuni, che arriva nel manicomio di Gorizia negli anni '60, all’inizio della sua carriera. Colpito dalle condizioni inumane e oppressive in cui versano i pazienti, tra cui Nino, un uomo con problemi psichiatrici causati dal suo passato traumatico, Basaglia si rende conto dell'inadeguatezza delle pratiche convenzionali della psichiatria. I pazienti sono costretti in camicie di forza, sottoposti a elettroshock e trattati come prigionieri anziché persone malate. Deciso ...

pedagogia

  Nel Settecento, l'Europa visse un profondo rinnovamento delle pratiche educative e una revisione delle scuole, influenzata da una nuova visione delle capacità cognitive umane, basata sull'empirismo. Si abbandonò l’idea innatista, che vedeva l’uomo nato con conoscenze preesistenti, tra cui la nozione di Dio, da risvegliare tramite l’educazione religiosa. Studiosi come Locke, Hume, Condillac e Diderot sostennero che la conoscenza derivava dall’esperienza sensoriale, promuovendo un’educazione più pratica e sensoriale. L’infanzia iniziò a essere vista come una fase fondamentale per l'apprendimento e lo sviluppo individuale, spingendo le famiglie aristocratiche a dare maggiore attenzione alla salute e alla cura dei bambini. Fu chiara, anche grazie alla medicina, la differenza tra bambini e adulti, evidenziando l’infanzia come un’età con esigenze specifiche. Sul piano scolastico, questa nuova concezione spinse a riconsiderare i metodi e i contenuti dell’educazione. Si dibatté s...

antropologia

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MAUSS Marcel Mauss, antropologo francese allievo di Durkheim, sviluppò la teoria del dono e della reciprocità, descritta nel suo celebre “ Saggio sul dono ” (1923). Secondo Mauss, il dono, apparentemente volontario e gratuito, è in realtà un atto obbligato e interessato, governato da regole sociali che gli individui spesso ignorano.  Egli identificò tre regole alla base del dono: dare, ricevere e ricambiare, che formano il principio della reciprocità. Mauss collegava questo principio alla credenza che gli oggetti scambiati incorporino una "qualità" legata al donatore, capace di "vendicarsi" se il dono non veniva ricambiato. Questa idea era ispirata alla teoria maori dello hau, secondo cui lo spirito del dono crea un obbligo di reciprocità. L'influenza di Mauss fu vasta, specialmente su Claude Lévi-Strauss, che applicò il principio della reciprocità alla comprensione delle relazioni di parentela e matrimonio. Mauss fu anche promotore di importanti iniziative etno...